|
|
|<<<<< ------ ------ ------ ------ ------ ------ ---- ------ ------ ------ ------ ------ ----- >>>>>| | |||||
On. Marcello MUSTERMANN Gentile Onorevole Mustermann, Il Consiglio ha aperto una finestra di opportunità nelle sue raccomandazioni riguardo alla proposta per una direttiva concernente il trattamento dei dati personali e la tutela della vita privata nel settore delle comunicazioni elettroniche. Le proposte del Consiglio proibirebbero, in tutta l'UE, la pratica dello 'spamming' o invio massivo di messaggi commerciali per via elettronica a persone che non li hanno mai richiesti ma che, nonostante ciò, ci si aspetta ne sostengano i costi relativi alla ricezione. La definizione data dal Consiglio di "posta elettronica" è sufficientemente ampia da includere gli SMS e sistemi simili basati su telefoni mobili. Il Parlamento Europeo ha in precedenza desiderato promuovere l'irrealizzabile concetto di 'scelta nazionale' in relazione alla posta elettronica commerciale non sollecitata, mentre dall'altro lato appoggiava una completa proibizione di simili pratiche effettuate attraverso l'SMS (Short Message Service). Ulteriori estensioni e sviluppi nei sistemi di messaggistica utilizzanti la telefonia mobile non sarebbero necessariamente stati coperti dalle proposte del Parlamento, in quanto il linguaggio era troppo specifico. Altri emendamenti dal Parlamento in relazione alla posta elettronica erano pure troppo legati ad aspetti specificatamente tecnologici. In tutti i casi, la posizione del Parlamento ignora la valutazione della Commissione sull'impatto negativo sul mercato interno che avrebbero regimi nazionali divergenti tra loro nell'area dell'utilizzo promozionale di messaggi elettronici. Le proposte del Consiglio:
È significativo che la Commissione Europea, che deve supervisionare l'implementazione della direttiva, e i Ministeri delle Comunicazioni degli stati membri rappresentati nel Consiglio, che devono implementare e fare osservare la legislazione nazionale risultante, supportano entrambi una messa al bando della posta elettronica commerciale non sollecitata per l'intera UE. EuroCAUCE raccomanda a tutti i Membri del Parlamento Europeo di accettare la raccomandazione del Consiglio. Contattateci per ulteriori informazioni e delucidazioni. | ||||||
|
||||||
Sig.Ra Luisa MUSTERMANN OPT-IN - PERCHÉ L'UE DEVE FERMARE GLI SPAMMERS
Il Parlamento Europeo si è chiesto se la Direttiva sul Copyright avrebbe arrestato completamente la pirateria? Naturalmente no? C'erano degli interessi legittimi da proteggere, ed il Parlamento Europeo ha scelto un approccio prammatico ed efficace. Il Parlamento ha anche adottato la Direttiva del 1995 sulla Protezione dei Dati, che costituisce globalmente l'esempio guida per una protezione comprensiva della privacy del consumatore. Quante leggi verrebbero approvate, se un criterio per la loro adozione fosse la garanzia di successo completo?
Il Gruppo Articolo 29 dei commissari nazionali per la protezione dei dati ha ripetutamente raccomandato l'opt-in, a causa delle difficoltà nel far rispettare la legislazione sulla protezione dei dati in un regime di opt-out. Lo spam sta già crescendo rapidamente in Europa, e l'opt-in fermerà le organizzazioni che ritengono scriteriatamente di poter costruire la loro immagine attraverso e-mail non sollecitate. Tutta l'evidenza più affidabile indica che le campagne di e-mail non sollecitate danneggiano le organizzazioni anzichè aiutarle - si veda per esempio la relazione di eMarketer a http://www.emarketer.com/estatnews/estats/email_marketing/20010921_imt.html
In un regime di opt-out, un consumatore che riceve un'e-mail non sollecitata non può stabilire se è una reale proposta da un'organizzazione legittima, oppure una proposta fraudolenta da parte di uno spammer. La proposta potrebbe sembrare tanto attraente da indurre persino alcuni consumatori a rispondere (e perdere il loro denaro). Tuttavia, in un regime di opt-in la situazione è molto più chiara: i consumatori possono chiaramente distinguere quali sono le organizzazioni legittime, riducendo la probabilità di essere oggetto di frode da parte di spammers.
Tutte le ricerche disponibili indicano che l'opt-in è più conveniente per le imprese. Tuttavia, in un regime di opt-out la tentazione è quella di spedire e-mails ai consumatori in modo massivo ed economico. Nessuno saprà se le regole di protezione dei dati sono state infrante poichè, se l'opt-out è l'ossatura legale, è pressochè impossibile da controllare. L'opt-in aiuterà le imprese europee a pubblicizzarsi in modo efficace e favorevole per il consumatore.
«Ripulire la nostra propria casa» non renderà pulita l'intera «information super-highway», ma definisce il tono. Qualsiasi organizzazione che provi di non rispettare la privacy di un cittadino dell'UE mostrerà fin dall'inizio di non meritare fiducia. Se una impresa non merita fiducia, pochi vorranno acquistare da essa. E pochi vorranno contribuire in denaro o impegno alla causa di una organizzazione non commerciale che adotta come mezzo per stabilire contatti l'abuso degli indirizzi e-mail dei suoi potenziali sostenitori. Contattateci per ulteriori informazioni e delucidazioni. | ||||||
|
||||||
On. Marcello MUSTERMANN La proibizione delle e-mail non sollecitate sarebbe giusta per le imprese Europee? Tutte le ricerche disponibili indicano che la pubblicità «basata sul consenso» è il mezzo di comunicazione del futuro, mentre l'e-mail non sollecitata è vista sempre di più come totalmente inefficace e persino dannosa per le imprese che la usano. Una messa al bando delle e-mail non sollecitate aiuterebbe le imprese Europee ad adattarsi a questa realtà molto più rapidamente delle imprese in paesi con una legislazione meno protettiva per il consumatore in cui lo spam è permesso. La proibizione delle e-mail non sollecitate sarebbe giusta per le stituzioni a scopo benefico? L'associazione a scopo benefico britannica WaterAid (si veda www.givewater.org) ha avuto 2.000.000 di contatti con consumatori senza aver inviato un singolo messaggio non sollecitato. Hanno semplicemente stretto un accordo con una società che fornisce acqua potabile, che ha accettato di pagare una certa somma per le visite al loro sito web. Anche voi dovreste visitare www.givewater.org - altri 4 milioni di visitatori significano altre 50.000 sterline inglesi per l'associazione. Pubblicizzata esclusivamente attraverso il «passaparola», questa buona causa che ha rispettato i consumatori non inviando spam è stata generosamente ricompensata. Per poter inviare e-mail non sollecitate in modo legale, una associazione benefica dovrebbe rispettare le leggi nazionali sulla protezione dei dati, correre il rischio di infrangere le leggi inviando messaggi verso una delle cinque nazioni nell'UE dove è attualmente illegale spedire messaggi non sollecitati, e correre il rischio di rovinare la propria reputazione in seguito ad accuse di «spamming». L'opt-in è giusto per (usando le parole di un MPE) «omosessuali e sovversivi»? Secondo la Direttiva sulla Protezione dei Dati del 1995, dettagli concernenti l'orientamento sessuale non possono essere raccolti da una società senza il consenso dei consumatori. Quindi, anche in regime di opt-out, una persona omosessuale puo' legalmente ricevere e-mail indirizzata ad omosessuali soltanto se ha indicato al mittente di esserlo. Nessuno ha mai suggerito che le disposizioni della Direttiva del 1995 per proteggere i dati relativi alla sessualità abbiano avuto l'effetto contrario. Articolo 8 Riguardo all'idea che l'opt-in renderebbe palese quali consumatori si sono abbonati a mailing lists appartenenti ad «organizzazioni sovversive», anche se questa minaccia fosse reale la sorveglianza da parte della polizia sarebbe indirizzata verso i computers delle organizzazioni sovversive stesse e non verso quelli di ogni uomo, donna e bambino europeo iscritto a una lista di una organizzazione sovversiva. Questo dibattito su opt-in/opt-out non ha alcuna rilevanza rispetto a questa questione. Contattateci per ulteriori informazioni e delucidazioni. | ||||||
|
||||||
Sig.Ra Luisa MUSTERMANN In che modo le piccole e medie imprese sono supposte effettuare il «primo contatto» con i potenziali consumatori? Internet è un fantastico mezzo di comunicazione, in cui ci sono molte altre opportunità per contattare i consumatori oltre ad invadere la loro privacy e infliggere loro dei costi inviando loro posta-spazzatura - come provato dal fatto che pochissime aziende del settore Internet hanno usato questo metodo. Per esempio: Marketing virale - Alcune aziende creano dei prodotti, che le persone raccomandano a loro amici, che li segnalano a loro amici, ecc. Ad esempio, Hallmark Cards fornisce un servizio gratuito di cartoline elettroniche, Yahoo! fornisce un servizio per la gestione di mailing lists, la Coca-Cola sponsorizza giochi online che pubblicizzano il loro prodotto, e così via. Pubblicità attraverso banners in newsletters opt-in - Tra le moltissime liste di questo tipo che coprono tutti i possibili argomenti, il segretariato della Commissione per l'Industria gestisce una mailing list, ospitata gratuitamente da Yahoo! in cambio di pubblicità nei messaggi. Queste liste permettono alle imprese di inviare messaggi indirizzati in modo preciso - che, a differenza della posta-spazzatura, i consumatori non cancelleranno immediatamente ma apriranno e leggeranno, magari diverse volte. Pubblicità attraverso banners su siti web e
sponsorizzazione di siti - Pubblicità creativa su siti
web rilevanti è meno intrusiva e più visibile per i
consumatori della posta-spazzatura. Ha senso permettere la posta elettronica non sollecitata quando si proibiscono i sistemi automatici di chiamata, i fax e gli SMS? L'SMS sarà del tutto obsoleto nel momento in cui la Direttiva verrà implementata. Lo Short Message System (SMS) sta già venendo sostituito con l'Extended Message System (EMS). Inoltre, tecnologie come ENUM prevedono che tutte le
piattaforme per comunicazioni saranno in grado di comunicare con tutte
le altre, rendendo impossibile far rispettare una legislazione specifica
a determinate tecnologie. È certo sufficiente permettere ai consumatori di cancellare i loro messaggi online senza doverli scaricare? Non tutti i consumatori leggono l'email in questo
modo. E anche per coloro che lo fanno, questo comunque occupa del tempo
ed utilizza la stessa quantità di risorse dell'ISP rispetto al
caso in cui i messaggi vengono scaricati. Inoltre rimane costoso per i
consumatori passare in rassegna i loro messaggi online e cancellarli,
anche se non devono necessariamente scaricare la quantità massiva
di posta-spazzatura che il Parlamento giustamente si aspetta che
ricevano. Contattateci per ulteriori informazioni e delucidazioni. | ||||||
|
||||||
On. Marcello MUSTERMANN COME EVITARE DI RICEVERE SPAM IN REGIME DI OPT-OUT
Seguendo la procedura di opt-out, state confermando che il vostro indirizzo e-mail è attivo. Anche se lo spammer che vi ha inviato il messaggio originale non ve ne manderà altri, è molto probabile che rivenda il vostro indirizzo ad un altro spammer, aumentando la quantità di spam che riceverete invece che diminuirla!
Non date mai il vostro indirizzo e-mail online. In regime di opt-out, non c'è modo di sapere come il vostro indirizzo e-mail è stato ottenuto, quindi non potete sapere di chi fidarvi quando date il vostro indirizzo, e non c'è trasparenza in occasione di abuso dei vostri dati personali.
Gli spammers raccolgono gli indirizzi e-mail sia dai link a e-mail su siti web, sia dagli enti di registrazione dei domini. Anche se adottate la precauzione di non esporre il vostro indirizzo sul vostro sito web, il semplice fatto di possedere un nome a dominio (www.vostronome.com) è sufficiente per essere bersagliati da spam.
Per caricare o scaricare grossi files attraverso Internet si utilizza un protocollo chiamato FTP (file transfer protocol). Se il vostro programma FTP include vostri dettagli personali nella configurazione, gli spammers potranno raccogliere così il vostro indirizzo.
Le «chat rooms» sono un metodo molto comune per raccogliere indirizzi e-mail, in quanto la maggior parte dei programmi richiedono che il vostro username e password siano inseriti nella configurazione, dove sono pronti per essere «raccolti» da spammers. I gruppi di discussione online solitamente includono il vostro indirizzo e-mail automaticamente con i vostri messaggi: per gli spammers un mezzo ideale per raccogliere il vostro indirizzo e spedirvi posta-spazzatura. Forse è meglio non usare Internet del tutto in regime di opt-out!
| ||||||
|
||||||
Sig.Ra Luisa MUSTERMANN Comunicazioni elettroniche (trattamento dei dati personali e tutela della vita privata) COM(2000)385-2000/0189(COD)
| ||||||
| [ Feedback | Main ] | |||||